Le tante bugie di Avetrana meritano un processo

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Ci sarà un processo bis per 12 imputati, tutti a vario titolo accusati di aver opposto resistenza alla verità: il giallo infinito di Avetrana 

 

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Mappa per giungere ad Avetrana
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Un processo bis era nell’aria, la triste vicenda di Avetrana non poteva non avere una coda viscida e velenosa come quella di un serpente. Un rettile strisciante che per la Procura ha avvolto brandelli di verità e li ha ingoiati senza scrupoli, celando, omettendo o peggio ancora depistando gli inquirenti nel loro cammino verso l’accertamento dei fatti, che hanno portato alla condanna all’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano.

Dodici imputati alla sbarra, prima udienza il 3 aprile per il giallo di Avetrana, quando sarà già chiaro il destino delle due imputate, che a febbraio avranno l’ultima chance di salvezza in Cassazione. Proprio quella sentenza della Suprema Corte però potrebbe di fatto travolgere, in caso di stralcio della sentenza di secondo grado, anche questo procedimento appena iniziato, che è figlio appare chiaro del teorema accusatorio contro le due donne.

Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri
Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri

Infatti, qualora il terzo grado di giudizio decidesse di rifare daccapo il processo per determinare chi ha ucciso Sarah, la posizione dei 12 imputati potrebbe aggravarsi, e non poco.
Prima tra tutti chiaramente quella di Michele Misseri, il fulcro disturbante di questa vicenda terribile, che con il suo comportamento durante le ricerche e poi a processo ha condizionato e confuso tutto. Lui è accusato dal gup Vilma Gilli di autocalunnia: ha prima accusato poi ritrattato e cercato di prendersi tutte le colpe di quella morte assurda, arricchendo così tanto però il suo racconto da renderlo incredibile. Certo lui ha occultato il corpo, certamente lui ha un ruolo importante in questa vicenda. Se Sabrina e Cosima fossero assolte dopo la possibile revisione del processo, quale sarebbe il destino di zio Michele?

 

Sarah Scazzi
Sarah Scazzi

L’altro imputato eccellente di questa dozzina di accusati è l’amico di Sabrina, Ivano Russo, che ha per l’accusa un ruolo centrale e soprattutto ha avuto un comportamento poco limpido sia durante le indagini che nel processo. Ivano che era l’oggetto del contendere tra la bella e delicata Sarah e la poco appariscente Sabrina, che per l’accusa avrebbe maturato un livore esplosivo nei confronti della giovane cugina fatale e rabbioso.
Ivano dovrà spiegare meglio i suoi movimenti e quelle telefonate a cui non ha mai risposto nelle ore in cui tutti cercavano Sarah. Ivano che non ha chiarito e ha sminuito i suoi rapporti con Sabrina, Ivano che ha cercato di eclissarsi senza riuscirci, in questo, sempre per l’accusa, coadiuvato dalla mamma Elena Baldari, dal fratello Claudio e dall’amica Antonietta Genovino, accusati tutti di aver mentito per coprirlo, sostenendo che il 26 agosto 2010, giorno dell’omicidio, Ivano era rimasto a casa, a letto per tutto il pomeriggio.

 

giustizia aulaProcesso per falsa testimonianza anche un altro amico di Ivano, Alessio Pisello sempre per falsa testimonianza. Per l’accusa ha mentito anche Dora Serrano, sorella di Cosima, che ha esagerato secondo l’accusa contro il cognato Michele raccontando in aula di un tentativo di molestia sessuale dal contadino a cui la Corte non ha creduto. Altri imputati di falsa testimonianza sono Maurizio Misseri, nipote di Michele, Anna Lucia Pichierri, moglie di Carmine Misseri, e Anna Scredo, cognata del fioraio Buccolieri, al centro di un ennesimo mistero, dato dalla sua accusa dettagliata contro Sabrina e Cosima trasformata poi in Aula in un possibile sogno ad occhi aperti.
Sono le date dei due processi però a destare perplessità e a rischiare di interagire pesantemente nei procedimenti: se Sabrina e Cosima avranno confermata la pena in Cassazione il 20 febbraio, il procedimento contro i 12 imputati sarà segnato ma tutto sommato mite e quasi impercettibile. Viceversa, se la Cassazione annullerà quella sentenza, il rischio di un aggravio di accuse nei confronti di alcuni imputati del processo bis si paleserà, c’è da starne certi, prepotentemente.

 

articolo di Mauro Valentini

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