«David Rossi aveva lesioni non compatibili con una caduta»

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L’avvocato della famiglia di David Rossi, Paolo Pirani, smentisce la tesi ufficiale: dai segni sul cadavere ad una dinamica che contrasta con il suicidio

L'avvocato Paolo Pirani
L’avvocato Paolo Pirani

Sono ancora molti i dubbi sulla morte del capo della comunicazione di MPS. Nonostante la recente consulenza elaborata dai tecnici nominati dalla Procura, i familiari ed il pool di legali e consulenti tecnici di parte sollevano imprecisioni ed inesattezze. La Procura sta indagando per l’ipotesi di istigazione al suicidio, la famiglia in base alle prove raccolte è convinta di un omicidio mascherato da suicidio. Esiste poi una terza ipotesi: quella di un tentativo di minaccia finito male. David Rossi potrebbe essere stato picchiato, minacciato, appeso fuori dalla finestra per spaventarlo e poi qualcosa potrebbe essere andato storto.

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Immagine ripresa dalle telecamere adiacenti subito dopo la caduta
Immagine ripresa dalle telecamere adiacenti subito dopo la caduta

A nostro avviso è però un’ipotesi forzata, perché ci sono dei fatti del tutto singolari verificati dopo la caduta che ad oggi non hanno ancora trovato una spiegazione. Come è noto, qualcuno mentre David stava morendo sul selciato del vicolo di Monte Pio, si è trattenuto per molti minuti all’interno dell’ufficio del capo comunicazione, ha manipolato il suo telefono cellulare, rispondendo a chiamate e componendo il misterioso numero 4099009, uno fra i tanti altri fatti rimasti senza risposta, come già Cronaca&Dossier ha messo in evidenza in un approfondimento che è stato ripreso da quotidiani e tv che si sono interessati al caso. Abbiamo chiesto le ultime novità sulla vicenda all’avvocato Paolo Pirani, che insieme al collega Luca Goracci, da diversi mesi ha assunto l’incarico di rappresentare la famiglia Rossi.

 

David Rossi
David Rossi

Avvocato Pirani, a che punto sono le indagini sulla morte di David Rossi?        
«Le indagini risultano ancora pendenti e a mio avviso ancora molto altro dovrà essere espletato; mi riferisco, in particolare, all’identificazione di tutte le persone presenti la sera del 6 marzo 2013 nella sede di Rocca Salimbeni, l’acquisizione del file audio del 118 nonché le registrazioni video di tutte le telecamere interne installate. Purtroppo all’epoca la Procura ritenne di non dover eseguire questo tipo di ricerca, così come non fu ritenuto necessario espletare indagini biologiche e/o genetiche forensi (DNA) che avrebbero potuto certamente dare risultati da confutare ogni e qualsivoglia dubbio».
 cattaneoI consulenti nominati dalla Procura, la professoressa Cristina Cattaneo e il Colonnello del RIS Davide Zavattaro hanno consegnato la loro consulenza tecnica. Verso quale direzione è orientata?
«La consulenza, le cui conclusioni (che parlano di suicidio) quale difensore che ricerca la verità “oltre ogni ragionevole dubbio” ritengo di non condividere, evidenzia molti lati oscuri della vicenda: a) David ha lesioni (le frontali) non compatibili con la caduta riconducibili presumibilmente ad una colluttazione; b) David quando era a terra in uno stato di semi-coscienza ed agonizzante gira il proprio volto verso l’entrata del vicolo dove risultano essere visibili delle attività (persone che entrano ed escono). Quello che più rammarica è che il video era già conosciuto (per essere stato subito acquisito) all’epoca della prima indagine; quindi era facilmente visibile la non compatibilità delle ferite frontali così come il fatto che David non fosse morto subito dopo l’urto a terra. Il fatto che ulteriori attività sono state eseguite dopo 3 anni è la prova che nel corso della prima indagine non furono espletate attività necessarie a chiarire i dubbi (e quindi a ricercare la verità)».

 

Ecchimosi sul braccio destro del cadavere
Ecchimosi sul braccio destro del cadavere

Gran parte delle persone comuni ritiene che la morte di Rossi sia un omicidio che addirittura ricorda l’odore dei misteri di Stato. Qual è la sua opinione in merito?
«Le idee contano se sono supportate da prove e quello che oggi è certo è che David aveva lesioni non compatibili con la caduta, che dal suo telefono cellulare in un’ora compatibile con il suo corpo a terra partirono delle chiamate e fu data risposta ad una di quelle in entrata. David amava il suo lavoro, la sua famiglia, programmava il suo futuro: perché si sarebbe dovuto suicidare? Non sono certamente le conclusioni di una relazione, ampiamente confutabile sul punto, a farmi maturare una diversa idea ed una diversa visione e valutazione delle prove».

Forse la soluzione del caso David Rossi potrebbe essere più semplice di quello che si possa pensare. Forse non c’è bisogno di ipotizzare l’azione di un commando segreto che entra indisturbato dentro una banca, uccide e poi sparisce senza lasciare traccia, ci sembra veramente troppo. Forse non serve parlare di misteriosi e fantasiosi complotti, che tra l’altro non portano nessun beneficio alle indagini. In questa storia rimane però una sensazione di fondo, ed è pesante. Un odore percepito da molti, sì forse è giusto un odore che ricorda eventi già visti nella storia d’Italia. Eventi ben reali, tangibili, noti a tutti ma nello stesso tempo evanescenti, come evanescente è la loro verità.

 

articolo di Paolo Mugnai

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Il numero di Cronaca&Dossier dedicato al caso David Rossi:

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