RICATTI, MASSONI E IGNORANZA

Senza categoria

testo

DI CLAUDIA BALDINI ©  https://alganews.wordpress.com/
L’intrusione nel sistema informatico effettuata nel marzo scorso contro Enav, quando era in atto la privatizzazione dell’ente di assistenza al volo, fa comprendere la necessità di avere informazioni per portare a termine operazioni speculative di alta finanza evidentemente svolte anche nei confronti di altre società di Stato.
Ma si può mirare anche a carpire notizie «politiche» in un’attività lobbistica che evidentemente consente di accrescere il proprio potere, come del resto l’ingegnere romano faceva all’interno della loggia del Grande Oriente di cui era affiliato.
Poi c’è il gossip alimentato con la diffusione di segreti sulla vita privata delle vittime, che può diventare una micidiale arma di ricatto. Proprio come scoperto nell’ambito della P4 e prima della P3, quando furono confezionati veri e propri dossier da utilizzare contro i politici che rifiutavano di scendere a patti con i criminali. In questo caso si sta cercando tra appartenenti alle forze dell’ordine e ai servizi segreti, faccendieri, paparazzi e free lance.
Il malaware, come impropriamente lo chiamano i giornali, in che cosa consiste. In un programma che si intrufola nel codice sano della pagina che governa la mail da Pc o più facilmente, del cellulare. Come si intrufola? Con una intrusione di un tuo programmino di lettura dati , ossia, rendi accessibilela pagina, con ‘scraccamenti’, poi aggiungi il tuo programma che rileva i dati. Lo stesso programmino salva poi i dati sul PC dello spione.
Non si può non sapere negli anni 2000 che fare l’Hacker è un mestiere ricercato. Non da quei cretinetti che si divertono in rete, ma da persone serie professionalmente molto brave che vendono il loro lavoro.
La domanda sorge spontanea: già l’Enav aveva subito e denunciato ackeraggio, come mai uno come Renzi ha voluto continuare ad usare il suo cellulare privato? Perché non ha usato cellulare criptato con antipishing? Lui, nato erasmus e digitale, che non parla , ma twitta, dovrebbe sapere. E ancor di più dovrebbe sapere il servizio di sicurezza.
Uno come Draghi, può permettersi di lasciare abbandonato a se stesso un vecchio account mail di quando era in Banca Italia? Ma dove questi grandi ed intelligenti politici e banchieri?
Wiki List non ha insegnato nulla?. Sapete quanti in Italia , oltre che nel resto del mondo, approvano e collaborarno ancora con la fondazione Wiki list?. Loro non lo sanno.
E’ andata anche bene. Perché se fossero riusciti ad archiviare su un server russo, col cavolo che avrebbero collaborazione a decriptare i dati giacenti su ben due server diversi. Ha il suo da fare anche FBI.
cyberspionaggio

 

Archiviato in:ATTUALITA’, DI CLAUDIA BALDINI Tagged: CLAUDIA BALDINI

testo