QUI FIORENTINA- IL BELLO DEL RECUPERO

Senza categoria

testo

DI- STEFANO ALGERINI
Eccoci qua: come ogni anno più o meno in questo periodo, insieme alla correnti siberiane ed ai saldi, arriva la Coppa Italia.  E come ogni anno arrivano anche le domande su come si potrebbe rivitalizzare una competizione che ormai sembra ben oltre la frutta. Difficile trovare una soluzione: un’idea potrebbe essere quella di giocare un paio di turni durante le feste, ma per farlo bisognerebbe abbattere il totem delle ferie natalizie per gli eroi in pantaloncini corti. E basta dare un’occhiata alle foto postate sui social dai suddetti negli ultimi giorni di dicembre (spiagge caraibiche a gogo, accompagnati da mogli, fidanzate, amiche, tutte accomunate da una certa presenza scenica…) per capire che si tratti di impresa disperata. Tocca quindi rassegnarsi a partite come l’odierna Fiorentina-Chievo: invitante come una “carbonara crudista igenista” (esiste davvero, purtroppo) e giocata oltretutto in una specie di palaghiaccio, con i pochi, commoventi, spettatori bardati come Amundsen durante la spedizione polare.
Per la Fiorentina si tratta del rientro in campo dopo oltre tre settimane di stop, tre settimane in cui la partita rimandata col Pescara è stato l’ultimo dei pensieri per società e tifosi. Ormai l’unica cosa che interessa sono i messaggi attesi dalla Cina: pagheranno i munifici dirigenti del Tianjin l’intera clausola per Kalinic? Ad occhio i Della Valle si accontenterebbero anche di qualcosa meno, però in quel caso risulterebbe difficile far ingoiare l’amaro boccone ai tifosi.
Vedremo, intanto c’è da onorare per quanto possibile la coppetta nazionale e mister Paulo Sousa, tra una polemica con la stampa e l’altra, decide con sprezzo del pericolo di mettere in campo il centravanti croato, immaginarsi cosa potrebbe succedere in caso di infortunio in una partita come questa! Probabilmente dovrebbero arrivare scorte di Lexotan da fuori città per placare le crisi di nervi dei dirigenti viola. In difesa invece, complici le assenze di Gonzalo e Astori, si ritorna alla linea a tre con Sanchez in mezzo a Tomovic e De Maio. Siamo all’improvvisazione praticamente.
Il primo tempo comincia in maniera abbastanza piacevole, anche per merito del Chievo che dimostra di essere venuto a giocarsela. Col passare dei minuti però la partita si sgonfia gradualmente e i tiri in porta latitano. Per la viola alla fine le cose migliori le fa proprio Kalinic, difendendo palla a ripetizione e facendo ammonire mezza difesa avversaria. Ed è grazie a questo che all’ultimo minuto di recupero arriva l’espulsione di Radovanovic, il quale stende Tomovic appena fuori area prendendo il secondo giallo. La punizione a tempo scaduto è una pennellata di Bernardeschi che purtroppo si stampa sull’incrocio dei pali.
La ripresa comincia con una Fiorentina decisa a chiudere la pratica, e allontanare l’orribile pensiero dei supplementari con temperatura in rapida discesa e la sagoma della Juventus in arrivo domenica sera che comincia a materializzarsi all’orizzonte. I primi dieci minuti sono un bombardamento a tappeto, con Bernardeschi ancora una volta protagonista principale. La palla però non vuole saperne di entrare e così, come nella prima frazione, il ritmo gradualmente cala. Poi verso la metà del tempo Zarate interviene da dietro, a metà campo, in maniera scomposta su Bastien e si becca un rosso diretto che dire evitabile non rende l’idea. La partita così diventa ovviamente più equilibrata e il Chievo ha anche una grossa occasione per mettere la pietra tombale sulle (scarse) ambizioni viola in Coppa Italia, ma la manca e tutto sembra rotolare inevitabilmente verso il prolungamento.
Ma questa a quanto pare non era una partita, ma due mezze partite uguali. Ed ecco che infatti nel recupero avviene un’altra volta il fatto decisivo: mischione nell’area clivense, Bernardeschi viene agganciato dall’ex Gobbi e Celi fischia il rigore. Lo stesso numero 10, con tranquillità da giocatore ben sopra la media, infila nell’angolino e concede a squadra e tifosi di raggiungere velocemente un posto riscaldato. Tutto è bene ciò che finisce bene. La Fiorentina si regala una trasferta a Napoli per il prossimo turno e un fine settimana divertente con la sfida alla nemica giurata da giocare senza particolari patemi di classifica. Non male per la prima dell’anno.

Archiviato in:DI STEFANO ALGERINI, SPORT Tagged: STEFANO ALGERINI

testo