Arriva all’Auditorium il Pianista Leggendario di Yarmouk

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ROMA  – “Suono la mia musica per regalare speranza”, ha dichiarato Aeham al-Ahmad alla stampa italiana poco più di un anno fa. 

Aeham, forse ai più noto come il Pianista Leggendario di Yarmouk, campo profughi, suonava tra le macerie il suo piano – una sua foto e un suo video che hanno fatto il giro del web raccontano questo suo impegno -. Ed era proprio questo suonare il suo dono, questa la speranza che regalava.

Il 6 gennaio a Lacorotondo Aeham inaugurerà la sua prima tournée italiana che il 7 gennaio lo porterà a Roma all’Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi, ore 21,00),  il 22 gennaio a Mestre, il 27 a Taranto, il 2 febbraio a Firenze e il 4 febbraio ad Aosta. 

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Così, la speranza di cui parlava Aeham segnerà in Italia le prime note del 2017 e per chi si farà il dono di andare ad ascoltarlo questo concerto diventerà l’occasione di sentire da vicino il sentimento, questa malinconia persino, che il Pianista Leggendario di Yarmouk trasmette grazie alla sua musica, lo strumento personale con cui Aeham costruisce la speranza di un mondo che sia diverso.

La storia di Aeham arriva da molto lontano. 

E’ quella di un ragazzo di ventotto anni, impiegato nell’attività commerciale del padre, un negozio di strumenti musicali. Una storia che ha fatto il giro del mondo grazie a dei video che lo vedono suonare tra le macerie di Yarmouk, il campo profughi palestinesi alle porte di Damasco, dove suonava per tutte le persone sfiancate dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, come dai bombardamenti e dalla fame.

Ed era il giorno del suo compleanno quando nel campo sono giunti i miliziani dell’ISIS e hanno bruciato il pianoforte di Aeham. Perché? E’ stato giudicato “haram”, vale a dire uno strumento “proibito”.

La risposta di Aeham a questo gesto è stata una fuga, ma una fuga per riappropriarsi della sua musica, come del messaggio che voleva e intende tuttora portare avanti. Una fuga per continuare ad affermare il suo progetto di vita.

Con uno zaino in spalla e, si dice, la miseria a tracolla Aeham ha trovato rifugio in Germania, in un vecchio motel abbandonato, proprio lì c’era un pianoforte.

Ha ricominciato così a fare ciò che faceva a Yarmuk, a suonare e a cantare per i bambini sballottati dall’esilio; ha iniziato, pure, a fare concerti e ha ricevuto un premio per il suo impegno costante per i diritti umani. Sua è la conquista del premio Beethoven e un suo disco uscirà a breve.

Oggi la sua storia, la sua umanità, la sua tenacia a molti potrebbe o dovrebbe ricordare la storia di Anas al-Basha l’operatore sociale di 24 anni che ad Aleppo per mesi si è travestito da clown: era impegnato a far ridere i bambini orfani e traumatizzati dal conflitto. Ma Anas al-Basha è stato ammazzato (non solo lui) dalle bombe ad Aleppo. Un’occasione, questo debutto in Italia, di Aeham per ricordare anche Anas al-Basha.

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