I sospetti sul compagno di Michael: altre ombre sulla morte di Natale

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Con il passare delle ore è emersa una nuova verità sulla morte di George Michael: ad ucciderlo non sarebbe stato un infarto ma un’overdose da eroina. “È un Natale che non dimenticherò mai. La prima cosa che ho visto è stato il mio compagno appena morto, nel suo letto – racconta Fadi Fawaz, il suo compagno di origini libanesi -. Ero andato a prenderlo perché ci aspettava il pranzo della festa. Non smetterai mai di mancarmi, George”. Così l’hairdresser londinese, 43 anni, nel suo curriculum anche le acconciature di Naomi Campbell ed Heidi Klum.

Ma sul suo conto e su ciò che ha raccontato stanno emergendo dei dubbi. Delle contraddizioni. Il parrucchiere ha affermato che era con Michael il giorno prima che morisse, mentre non è ancora chiaro dove abbia trascorso la notte, ossia non è chiaro dove fosse quando la popstar è morta. È ricomparso nel cottage, secondo quanto afferma, alle 13.40 del giorno successivo, scoprendo che Michael era morto. Un buco temporale che dovrà chiarire. Da par suo, Fawaz ha poi spiegato che “negli ultimi tempi tutto si stava facendo più complicato”, e il riferimento sarebbe alla dipendenza d’eroina del cantante. E se tutti si era fatto più complicato è ancor più difficile capire perché avesse lasciato sola la popstar nelle notte della vigilia di Natale e la mattina del 25 dicembre, fino a tardi.

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