I 10 lavori più strani prima di fare il calciatore

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Argentina's Ezequiel Lavezzi catches a ball during a training session in Buenos Aires, Argentina, Monday, Nov. 9, 2015. Argentina will face Brazil for a World Cup Russia qualifying soccer match on Nov. 12, 2015. (AP Photo/Natacha Pisarenko)
Ezequiel Lavezzi (AP)

L’approdo al mondo del calcio non per tutti i giocatori è stato lineare: prima di capire che lo sport poteva essere l’unica ragione di vita, c’è chi si è dovuto arrangiare o chi semplicemente ha fatto qualche lavoretto in attesa di mettere definitivamente a fuoco il proprio talento. Ecco una carrellata di dieci tra le storie più curiose: alcune sono molto conosciute, altre invece sono davvero insospettabili.

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Ezequiel Lavezzi – In campo è uno che manda in corto circuito le difese ma prima di diventare professionista il Pocho i circuiti elettrici li maneggiava. Ecco il suo racconto sul sito ufficiale: “Dopo 5 mesi nel Coronel Aguirre il mio procuratore mi portò in Italia, alla Fermana, ma per problemi burocratici legati al passaporto da extracomunitario, dovetti abbandonare quasi subito l’esperienza in Italia e tornare in Argentina nelle giovanili del Boca Juniors. L’esperienza lì fu breve e problematica. Non riuscii ad integrarmi e decisi di abbandonare il calcio per la seconda volta nella mia vita ad appenna 16 anni: tornai nella mia città e mi misi a fare l’elettricista, aiutando mio fratello. Dopo soli 3 mesi incontrai due persone che diedero una svolta netta alla mia vita, privata ma soprattutto professionale: Eduardo Rossetto ed Alejandro Mazzoni, il procuratore che, ancora oggi, mi segue passo dopo passo nella mia carriera. Così cominciò la mia carriera da professionista”

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