Profumo di scuola e ricordi d’infanzia ..

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In questo periodo i negozi che vendono materiale scolastico sono gremiti da orde di ragazzini che scelgono il corredo scuola. La settimana scorsa mi sono ritrovata di nuovo dentro ad uno di questi negozi. 
Accompagnare mio figlio tutti gli anni è un momento per me straordinario, non ho ancora capito se mi emoziona di più l’idea di aiutarlo, indirizzarlo e seguirlo nella scelta o sentire ancora tutti quei profumi di matite, di libri, di quaderni ..


Quando vado con lui a comprare pastelli, astucci e pennarelli mi diverto sempre tantissimo a guardare, toccare, leggere le vignette dei diari. I primi anni non era affatto interessato. Io, intenta a guardare e toccare tutto, gli parlavo e non ricevevo risposta. A un tratto realizzavo che ero sola, mentre lui era a guardare i giocattoli. 
Ora è più partecipe e si lascia coinvolgere con entusiasmo e mentre saltella da uno scaffale all’altro, io annuso le gomme da cancellare, controllo le copertine dei quaderni, anche di quelli che non devo comprare, e la grammatura della carta, adoro quando la carta scrocchia e profuma di nuovo! Tutto questo mi riporta indietro nel tempo. Ai tempi della scuola. Ricordi di un’infanzia da ricordare. 

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Il suono della campanella che all’ingresso risuonava tristemente come di campane a morte, all’ora di ricreazione decretava una tregua e all’uscita assumeva il suono giubilante e festoso della liberazione .. 
I bidelli che diventavano sempre più astiosi e intolleranti col passare degli anni, non ho mai capito se a causa della loro età o della nostra. 
I compagni di classe, quelli sempre perfetti con la riga ben fatta, chi oggi ha un un lavoro fisso chi è alcolizzato. Quelli senza il grembiule sempre disordinati, chi è diventato artista, chi è in giro per il mondo. Un tempo sembravamo tutti inseparabili e poi ci siamo allontanati di qualche migliaio di chilometri. 
La cimosa chi se la ricorda più? Quanto era bello lanciarsela addosso e lasciare il segno sui grembiuli mentre ancora profumavano di bucato di mamma e di casa. 
I cracker, dopo spinte e strattoni vari al momento della ricreazione se eri fortunata il più grande era quanto una formica .. Insomma digiuno. L’odore del panino con la mortadella che stava nella tasca davanti dello zaino e quando passavi lasciava una scia irresistibile. La crostatina del mulino bianco, la mattina la mettevi intera nello zaino e all’ora della merenda la dovevi sniffare! Il panino al latte poi era il top! era piccolino ma in certi giorni ci sfamava in quattro. 
Caricare lo zaino con i libri e i quaderni di tutte le materie, solo per pigrizia di svuotarlo quotidianamente con conseguente scoliosi. Poi qualche decennio più tardi nasce lo zaino con carrellino incorporato e nessuno lo utilizza .. ma va! 
Le mie compagne delle superiori, che donne stupende, che classe! in tutti i sensi. Ho conservato tutti i diari con le nostre conversazioni. C’è dal morire dal ridere, forse ne farò un post prima o poi, le foto non le metterò perché ho e avete una dignità!

La scuola è l’unica esperienza meravigliosa quanto odiosa, è un mondo a parte in cui si imparano tantissime cose, ma sopratutto si impara a crescere e a combattere, si impara a vivere e questo alcune madri non lo capiscono. 
Lo scorso anno mentre ero intenta ad annusare e sfogliare qua e la, ho visto spuntare tra gli scaffali un visino che apparteneva ad una bambina gracile, bionda e con due occhioni azzurri che ti ci potevi specchiare, come incantata ho seguito il suo sguardo che mi ha portata dritta, dritta verso uno sbrilluccichio di colori: era lo scaffale di Frozen, il sogno di ogni bambina, mentre lo guardavamo insieme rapite, a poca distanza ho sentito la voce di una donna che diceva ad un’altra: Mia figlia vuole lo zaino di Frozen, le ho detto ‘no amore, lo zaino deve essere buono per la schiena e durare almeno 5 anni’ e allora lei ha risposto che vuole il diario di Frozen o l’astuccio di Frozen, ma tu guarda che materiale scadente, sono soldi buttati non trovi? ‘piuttosto ti compro qualche quaderno di Frozen’ le ho detto’, io e la bambina ci siamo guardate di nuovo negli occhi, intensamente ed io avrei voluto dirle Coraggio piccola, sai anche ai miei tempi i genitori non capivano, come quando alle medie volevo lo zaino Invicta che faceva tanto figo e mia madre mi aveva acquistato in alternativa quello di Lupo Alberto, perché era in offerta e molto, molto robusto e che sembrava camminasse da solo da quanto era grande rispetto a me. Oltretutto è durato un sacco, tanto che ancora oggi vive fra noi, quindi non posso neanche rinfacciarglielo. 
Ho pensato che quella madre in altre circostanze avrebbe avuto ragione, ma non in quella e ho pensato che non è sempre tutto da imputare al bisogno di consumismo e non sarebbe stato poi un così grave danno per una volta comprare un diario anche se di scarsa qualità, non è il costo o o il tipo di materiale a spingere una bambina di 6 anni a scegliere una cosa anziché un’altra, in quel momento stava scegliendo un’amica da portare con se, un immagine rassicurate, un profumo e un ricordo che probabilmente l’avrebbe accompagnata per il resto della sua vita.
Vorrei che mio figlio mantenesse un ricordo felice di questi giorni scegliendo lui, naturalmente senza esagerare, da chi farsi accompagnare in questa avventura anche perché ho riflettuto sul fatto che poveri bimbi moderni non hanno neanche una cimosa da tirarsi addosso .. al massimo il telecomando della Lim.  

*Le immagini di questo post sono tratte dal web. 

Nonostante abbia cercato affannosamente in rete la foto dello zaino di Lupo Alberto non sono riuscita a trovarlo, il mio è troppo malridotto e poco fotogenico, alla fine ho rinunciato pensando che in fondo non vi sareste persi nulla.

.A presto!

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